LUNEDÌ 9 OTTOBRE
Settimana della VI domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore • Anno I

Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo.
Carissimo, rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù.
Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.
Al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Lettura del Vangelo secondo Luca.
In quel tempo. Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, il Signore Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».

«Rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia, mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede e così la grazia del Signore ha sovrabbondato... Egli infatti è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Gesù ha voluto dimostrare in me per primo tutta la sua magnanimità e così io fossi d'esempio a tutti coloro che avrebbero creduto in lui». Troppo bella quest'umile confessione di fede dell'apostolo Paolo per non rimeditarla insieme e farne oggetto di riflessione anche per noi stessi! Sì, meditavamo proprio ieri che veramente, anche se veniamo ossequiati e trattati come persone importanti e magari - quel ch'è peggio - ci crediamo e ci sentiamo tali, in realtà siamo tutti soltanto «servi» di Dio, perché da Lui creati dal nulla per la sua gloria, cioè per accoglierci come suoi figli, se lo vogliamo, accanto al suo Figlio diletto, nella loro felicità eterna. Animati dunque da quell'amore che è anche spirito di servizio verso Dio e verso il prossimo, in casa, al lavoro, nella Chiesa o in politica, serviamo perciò con coscienza al vero bene comune. Vigiliamo saggiamente su noi stessi, facendo buon uso del tempo presente, che ci vien dato senza sapere fino a quando: oggi ci siamo, domani non ci siamo, «tutti siamo utili, nessuno necessario». Ma oggi che la tua mano, Signore, «è su di me», anche se so di essere un tuo servo, e un «servo inutile», l'anima mia riconosce che tu, o Signore, hai fatto di me una meraviglia stupenda e te ne rendo grazie! Tu che conosci da lontano i nostri pensieri, salvaci dalle astuzie del nemico che cerca di distoglierci dal ricordo di te e della tua legge e aiuta ogni uomo, anche il più gran peccatore, a non diffidare mai della tua inesauribile misericordia!