DOMENICA 8 OTTOBRE
VI dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore • Anno A

Lettura del libro di Giobbe.
Un giorno accadde che, mentre i suoi figli e le sue figlie stavano mangiando e bevendo vino in casa del fratello maggiore, un messaggero venne da Giobbe e gli disse: «I buoi stavano arando e le asine pascolando vicino ad essi. I Sabei hanno fatto irruzione, li hanno portati via e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato soltanto io per raccontartelo».
Mentre egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «Un fuoco divino è caduto dal cielo: si è appiccato alle pecore e ai guardiani e li ha divorati. Sono scampato soltanto io per raccontartelo».
Mentre egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «I Caldei hanno formato tre bande: sono piombati sopra i cammelli e li hanno portati via e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato soltanto io per raccontartelo».
Mentre egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «I tuoi figli e le tue figlie stavano mangiando e bevendo vino in casa del loro fratello maggiore, quand’ecco un vento impetuoso si è scatenato da oltre il deserto: ha investito i quattro lati della casa, che è rovinata sui giovani e sono morti. Sono scampato soltanto io per raccontartelo».
Allora Giobbe si alzò e si stracciò il mantello; si rase il capo, cadde a terra, si prostrò e disse:
«Nudo uscii dal grembo di mia madre,
e nudo vi ritornerò.
Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,
sia benedetto il nome del Signore!».

Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo.
Carissimo, il contadino, che lavora duramente, dev’essere il primo a raccogliere i frutti della terra. Cerca di capire quello che dico, e il Signore ti aiuterà a comprendere ogni cosa.
Ricòrdati di Gesù Cristo,
risorto dai morti,
discendente di Davide,
come io annuncio nel mio Vangelo,
per il quale soffro
fino a portare le catene come un malfattore.
Ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. Questa parola è degna di fede:
Se moriamo con lui, con lui anche vivremo;
se perseveriamo, con lui anche regneremo;
se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà;
se siamo infedeli, lui rimane fedele,
perché non può rinnegare se stesso.
Richiama alla memoria queste cose, scongiurando davanti a Dio che si evitino le vane discussioni, le quali non giovano a nulla se non alla rovina di chi le ascolta. Sfòrzati di presentarti a Dio come una persona degna, un lavoratore che non deve vergognarsi e che dispensa rettamente la parola della verità.

Lettura del Vangelo secondo Luca.
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

«Nudo uscii al grembo di mia madre e nudo vi ritornerò. Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore». Questa è l'umile reazione di Giobbe quando i superstiti corsero ad annunciargli il susseguirsi delle disgrazie che si erano abbattute su tutto ciò che possedeva: la perdita di tutti i suoi averi e, quel ch'è peggio, il crollo della casa dov'erano in festa tutti i suoi sette figli con le loro sorelle, causandone la morte repentina! Come mai tanti dolori in un sol giorno? Eppure Giobbe era giusto e fedele a Dio. Ma Dio dov'era? Perché non è intervenuto? Sono le domande che spesso ci poniamo anche noi che «crediamo». Forse però la nostra fede non è alimentata dalla meditazione di tutta la storia della salvezza, così come ci viene narrata nella Bibbia. Sappiamo che all'inizio non si aveva la chiara percezione di una retribuzione nella vita eterna, ma si aspettava quaggiù il premio o il castigo di Dio secondo le opere compiute. Quindi, in forma di parabola sapienziale, il libro di Giobbe ci dice che Dio si gloriava nei cieli per la giustizia e la fedeltà di Giobbe; ma Satana sfidò il Signore esclamando: «Certo che ti benedice: gli hai dato tutto! Ma toccalo in ciò che è suo e vedrai!». Giobbe però nemmeno così maledice Dio. Deluso da tanta santità, Satana non cede; e chiede al Signore di colpire Giobbe nella sua stessa persona: «pelle per pelle». Ma sappiamo che anche questa volta, pur nell'umiliazione estrema e nel grido angoscioso della sua preghiera che desidera la morte come una liberazione, Giobbe rimane fedele a Dio; il quale infine lo premierà, restituendogli salute, ricchezze e figli... Ora noi, nella pienezza della rivelazione e della redenzione, operata da Cristo, sappiamo che la sua morte e risurrezione ci ha riaperto la via alla vita eterna, dove egli stesso ci darà il premio del nostro fedele servizio quaggiù, pur sentendoci «servi inutili». Perché «se ora moriamo con lui, con lui anche vivremo e regneremo!».