MARTEDÌ 3 OTTOBRE
Settimana della V domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore • Anno I

Lettura della lettera di san Giuda apostolo.
Carissimi, ricordatevi delle cose che furono predette dagli apostoli del Signore nostro Gesù Cristo. Essi vi dicevano: «Alla fine dei tempi vi saranno impostori, che si comporteranno secondo le loro empie passioni». Tali sono quelli che provocano divisioni, gente che vive di istinti, ma non ha lo Spirito.
Voi invece, carissimi, costruite voi stessi sopra la vostra santissima fede, pregate nello Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, attendendo la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna. Siate misericordiosi verso quelli che sono indecisi e salvateli strappandoli dal fuoco; di altri infine abbiate compassione con timore, stando lontani perfino dai vestiti, contaminati dal loro corpo.
A colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria senza difetti e colmi di gioia, all’unico Dio, nostro salvatore, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, gloria, maestà, forza e potenza prima di ogni tempo, ora e per sempre. Amen.

Lettura del Vangelo secondo Luca.
In quel tempo. Gli scribi e i capi dei sacerdoti si misero a spiare il Signore Gesù e mandarono informatori, che si fingessero persone giuste, per coglierlo in fallo nel parlare e poi consegnarlo all’autorità e al potere del governatore. Costoro lo interrogarono: «Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni qual è la via di Dio secondo verità. È lecito, o no, che noi paghiamo la tassa a Cesare?». Rendendosi conto della loro malizia, disse: «Mostratemi un denaro: di chi porta l’immagine e l’iscrizione?». Risposero: «Di Cesare». Ed egli disse: «Rendete dunque quello che è di Cesare a Cesare e quello che è di Dio a Dio». Così non riuscirono a coglierlo in fallo nelle sue parole di fronte al popolo e, meravigliati della sua risposta, tacquero.

Il santo apostolo Giuda continua a mettere in guardia, nella sua lettera, contro certi «impostori» che — come dovunque e spesso avviene — si infiltrano tra i fedeli provocando divisioni e trascinando dietro di sé per vili interessi i più deboli nella fede. Ma sono gente priva dello Spirito di Dio, che vive ancora di istinti, seguendo le proprie passioni. Voi invece, dice l'apostolo, rimanendo saldi nella fede, aspettatevi la misericordia del Signore nostro Gesù, invocando il suo santo Spirito perché vi mantenga fedeli nell'amore di Dio. Raccomanda però due atteggiamenti fondamentali; anzitutto di essere misericordiosi con gli indecisi, strappandoli dal male per salvarli dal fuoco eterno; dai primi invece, pur sentendone compassione, occorre stare lontani, nel timore di venire contaminati persino dagli abiti che ricoprono il loro corpo schiavo del peccato. Infine, affida i suoi cristiani alla fedeltà di Dio, che li ama e può preservarli da ogni caduta per mezzo di Gesù Cristo, nostro unico Signore e Salvatore. Infatti «come i monti circondano Gerusalemme, così l'amore di Dio circonda il suo popolo», perché egli è buono con i retti di cuore che confidano in lui. Quindi nelle prove e nelle tentazioni non vacillano; ma, proprio perché coscienti della propria fragilità e debolezza, restano strettamente attaccati al Signore, unica loro forza, stabili come il monte Sion e perciò pieni di un'intima gioia, pur in mezzo alle sofferenze della vita terrena. Tutto ciò suppone naturalmente una vita di fede, alimentata dalla parola di Dio continuamente meditata e assimilata nei sacramenti e nella silenziosa, incessante preghiera del cuore. Questa serenità interiore ci permetterà di non lasciarci turbare dalle eventuali insidie e finzioni di chi cercasse di ingannarci, come avvenne a Gesù «per coglierlo in fallo», ma di poter sempre rispondere semplicemente come Lui, di «dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio!».