LUNEDÌ 2 OTTOBRE
Settimana della V domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore • Anno I
Ss. Angeli custodi. Memoria

Lettura della lettera di san Giuda apostolo.
Giuda, servo di Gesù Cristo e fratello di Giacomo, a coloro che sono prediletti, amati in Dio Padre e custoditi da Gesù Cristo, a voi siano date in abbondanza misericordia, pace e carità.
Carissimi, avendo un gran desiderio di scrivervi riguardo alla nostra comune salvezza, sono stato costretto a farlo per esortarvi a combattere per la fede, che fu trasmessa ai santi una volta per sempre. Si sono infiltrati infatti in mezzo a voi alcuni individui, per i quali già da tempo sta scritta questa condanna, perché empi, che stravolgono la grazia del nostro Dio in dissolutezze e rinnegano il nostro unico padrone e signore Gesù Cristo.
A voi, che conoscete tutte queste cose, voglio ricordare che il Signore, dopo aver liberato il popolo dalla terra d’Egitto, fece poi morire quelli che non vollero credere e tiene in catene eterne, nelle tenebre, per il giudizio del grande giorno, gli angeli che non conservarono il loro grado ma abbandonarono la propria dimora. Così Sòdoma e Gomorra e le città vicine, che alla stessa maniera si abbandonarono all’immoralità e seguirono vizi contro natura, stanno subendo esemplarmente le pene di un fuoco eterno.
Ugualmente anche costoro, indotti dai loro sogni, contaminano il proprio corpo, disprezzano il Signore e insultano gli angeli.

Lettura del Vangelo secondo Luca.
In quel tempo. Il Signore Gesù prese a dire al popolo questa parabola: «Un uomo piantò una vigna, la diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano per molto tempo. Al momento opportuno, mandò un servo dai contadini perché gli dessero la sua parte del raccolto della vigna. Ma i contadini lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò un altro servo, ma essi bastonarono anche questo, lo insultarono e lo mandarono via a mani vuote. Ne mandò ancora un terzo, ma anche questo lo ferirono e lo cacciarono via. Disse allora il padrone della vigna: “Che cosa devo fare? Manderò mio figlio, l’amato, forse avranno rispetto per lui!”. Ma i contadini, appena lo videro, fecero tra loro questo ragionamento: “Costui è l’erede. Uccidiamolo e così l’eredità sarà nostra!”. Lo cacciarono fuori della vigna e lo uccisero. Che cosa farà dunque a costoro il padrone della vigna? Verrà, farà morire quei contadini e darà la vigna ad altri».
Udito questo, dissero: «Non sia mai!». Allora egli fissò lo sguardo su di loro e disse: «Che cosa significa dunque questa parola della Scrittura:
La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo?
Chiunque cadrà su quella pietra si sfracellerà e colui sul quale essa cadrà verrà stritolato».
In quel momento gli scribi e i capi dei sacerdoti cercarono di mettergli le mani addosso, ma ebbero paura del popolo. Avevano capito infatti che quella parabola l’aveva detta per loro.

«Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti nel cammino... Abbi rispetto della sua presenza, da' ascolto alla sua voce e non ribellarti a lui... perché il mio Nome è in lui. Se tu darai ascolto alla sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici». Queste parole, dette dal Signore a Mosè per preparare il popolo d'Israele a entrare nella terra promessa, hanno un valore universale, che riguarda tutti i tempi e tutti i luoghi del mondo, ossia ogni uomo che nasce e vive quaggiù, di qualunque razza, nazione, condizione sociale, colore e religione. A tutti, senza eccezione, l'amore paterno di Dio mette accanto uno di quei purissimi spiriti, suoi fedeli ministri a noi invisibili ma sempre presenti, per aiutarci a compiere con amore il suo volere, cioè per «servire coloro che erediteranno la salvezza». Sappiamo già dall'Antico Testamento quante volte la parola di Dio ci parla del loro prezioso ministero, offerto con premurosa carità a vari personaggi, come Daniele, Tobia, Lot, Gedeone fino a Zaccaria e poi a Maria Vergine, mentre anche Giuseppe, ignaro e dolorosamente sorpreso, viene rassicurato dall'angelo! Non contiamo poi la schiera di angeli che, nella notte santa, annunziò ai pastori la nascita del Salvatore e poi ne cantò la gloria sulla grotta. Senza dimenticare quello mandato dal Padre a confortare Gesù che agonizzava nell'orto. Ricordiamo, infine, gli angeli della risurrezione! Sono appena accenni, per ricordare ai cristiani di oggi una delle verità di fede da molti messa in dubbio o almeno dimenticata. Eppure, il Signore ne parla chiaramente coi discepoli, quando gli chiedono chi è il più grande nel regno dei cieli: «Se non diventerete come i bambini, non vi entrerete... i loro angeli, nei cieli, vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli». Ci si può chiedere il perché di questa strana ripetizione (nei cieli). Forse è data dal fatto che gli angeli custodi dei bimbi vedono sempre il Padre nei cieli dei loro cuori innocenti.