Lunedì 2 ottobre 2017

santi angeli custodi

 

Matteo 18,1-5.10

In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».

 

I bambini hanno un ruolo importante nella mia vita. Giocare con loro e vederli crescere mi ha permesso di prendere alcune decisioni che mi rendono quella che sono oggi. Alcuni anni fa stavo attraversando un periodo faticoso, sentivo che gli studi che avevo intrapreso, per quanto mi piacessero, non erano adatti a me e al mio carattere. Ho avuto la fortuna e l’occasione di partecipare a un weekend di spiritualità in cui ho potuto prendere del tempo per me stessa, fermarmi e pensare a cosa davvero mi rendesse felice e la risposta sono stati i volti dei bambini di cui ero educatrice. Quel giorno ho accolto molti bambini e con essi anche Gesù, che mi ha guidata nel fare una scelta importante e nel dare un senso alla mia vita.

Ogni bambino che conosco e con cui faccio un pezzo di strada è diverso dall’altro, ma ci sono due caratteristiche che mi colpiscono sempre, soprattutto nei più piccoli: la curiosità e la capacità di stupirsi anche delle cose più semplici. Io sono una persona molto curiosa, mi piace capire come funzionano le cose e mi pongo molti perché. Spesso però pretendo dal Signore delle risposte facili alle mie domande, anche quando la soluzione è già dentro di me, ma mi spaventa accettarla. Forse a volte potrei limitarmi a seguire il consiglio di Gesù, farmi piccola come una bambina e lasciarmi semplicemente stupire dalle cose belle che mi capitano ogni giorno, dalle scoperte che faccio, dalle relazioni che intreccio, e ringraziare per questo. In certi momenti mi capita di non sentirmi grande abbastanza, di non essere degna del regno dei cieli, di non meritare certi doni che ho ricevuto, allora provo a guardare a me bambina e al regalo più grande che mi è stato dato ventitré anni fa: il battesimo. Da quel giorno sono rinata come figlia di Dio e posso avere la certezza che qualunque decisione io prenda, che qualunque errore io faccia, lui mi amerà per quella che sono.